Maratona del Lamone ( 2 Aprile 2018)


Ho iniziato il 16 Ottobre 2016 a correre Maratone in Emilia Romagna, a Parma; è stato un giorno spettacolare per le emozioni che ho provato e spiegabile solo in parte infinitesimale col personal best raggiunto; dopo quella Maratona che ha lasciato un segno indelebile ho continuato correndo a Ferrara ( la 42 K più divertente corsa fino a oggi) e poi a Ravenna dove ho finito distrutto ma soddisfatto. Dopo Ravenna mi sono infortunato e ho ripreso a corricchiare solo a inizio Gennaio e a fine mese, quando si trattava di scegliere la maratona autunnale il dubbio era tra Milano e il Lamone; la preparazione è ripresa senza velleità di crono dato che a gennaio a stento reggevo il passo di 3,50 per più di 10 Km ma, dimenticati i vari acciacchi, o perlomeno superati abbondantemente, la scelta è ricaduta sulla Maratona del Lamone. Normalmente dedico alla Maratona 12-16 settimane ma stavolta ho avuto meno tempo per prepararla, ho fatto di necessità virtù, puntando su un lavoro di qualità ogni settimana e su un  lungo ogni due settimane con tre lunghissimi. Non è andato tutto per il verso giusto e anche il meteo è stato inclemente (mai visto un inverno così ventoso) così ho iniziato a provare qualche certezza in più solo a fine Febbraio, dopo la mezza del Giudicato ;  sono arrivato pieno di dubbi fino a metà AMarzo non avendo proprio idea di cosa chiedere al mio fisico ma il dubbio si è sciolto nella calda mattina del 2 Aprile a Ravenna. Mi son alzato molto presto carico di adrenalina, un po di stretching, le mie solite 4 fette biscottate pre-maratona, controllo del bagaglio e salendo in auto ho capito che dovevo puntare a vivere la Maratona come fosse davvero un gioco perchè giocare è una cosa seria ma divertente; il giorno prima avevo ritirato il pettorale e guardato le prime strade che avrei dovuto affrontaree iniziato a respirare il clima della gara che è una cosa  per me importante quasi quanto correre; Russi è un piccolo paese e mi ha stupito quanti aiutassero e collaborassero per la ca riuscita di questa manifestazione, penso che venire il giorno prima mi abbia spinto a tirare fuori qualcosina in più, forse a strafare in fase iniziale,  ma mi ha fatto davvero piacere; corro due maratone mi alzo presto per fare i lunghi e in questo inverno ho preso maestralate così forti che se mi fossi tolto la maglietta avrei potuto usarla come vela ora devo davvero solo correre libero provando a raccogliere i frutti del mio impegno!
 Faccio due chiacchiere con runners che non conosco, alcuni vedendo i quattro mori nella canottiera mi chiedono come mai sia venuto fino a Russi così racconto ciò che ho scritto qui sulle gare in Emilia e poi ridendo aggiungo: ho saputo che qui si vincono ottimi prosciutti :).
Riesco persino a scambiare due chiacchiere col fortissimo Loris Cappanna prima del via e con precisione svizzera alle 9.00 si parte... a cannone; i primi chilometri volano e al secondo raggiungo e saluto Loris che risponde con un caloroso Ciao Enrico.

Continuo a correre quasi isolato per diversi chilometri, vedo un gruppo di altri cinque runners a circa 200 metri di distanza, ma non riesco a guadagnare terreno per i primo 10 km anche se vado al passo di 3,50 Min/Km. La frequenza cardiaca è intorno 165 c'è una brezza leggera e tutto procede benissimo; al tredicesimo mangio il primo gel e vedo ridursi leggermente la distanza tra me e chi mi precede. Al diciasettesimo chilometro, complice un cavalcavia, riesco a raggiungere il gruppetto e ne approfitto un poco per tirare il fiato. Chiudo la mezza in 1.21.02 e da qui inizia una serie di sorpassi e contro sorpassi con un atleta, si chiama Andrea e correrò con lui fino al trentatreesimo Km; il passo è sempre molto vicino a 3,50 Min/Km e la frequenza buona, riesco a mangiare bere e a godermi anche le incitazioni ogni volta che attraversiamo qualche  paese; la gente non è tanta ma partecipa sia dai balconi che per strada e incontriamo anche runners che si allenano. Mi fa davvero piacere essere chiamato per nome quando lo leggono sul pettorale o sulla maglia e mi vengono in mente le incitazioni di quando praticavo altri sport..


Fino al tretaquattresimo chilometro tutto perfetto, nessun dolore al gluteo e non sento la fatica ma quasi all'improvviso inizio a sentire dolore al collo e alla spalla destra, non mi era mai capitato nemmeno durante allenamenti estivi, proseguo rallentando un minimo, arrivo al rifornimento e bevo sali, corro massaggiandomi ma devo fermarmi ho i crampi e dalle spalle si stanno estendendo anche alle gambe. Riprendo pensando a metà marzo quando ho  accompagnando in bici un runner più acciaccato di me incitandolo a tenere duro, oggi non posso mollare; nel momento più critico poi un'iniezione di glucosio arriva da un ragazzo che corre a bordo strada: mi vede menbtre mi massaggio le cosce mi chiama per nome e mi dice sei undicesimo non puoi mollare, piano piano ma vai avanti, vengo superato da un altro runner mi levo i manicotti e li tiro a un ciclista.

 Riprendo, il passo è 4,35, a quest'andatura resisto e pian piano accelero, quando vedo il cartello del quarantesimo chilometro riesco a tornare a correre a 4,00; l'arrivo a Russi è una festa, sento il mio nome urlato dallo speaker e il ciclista mi aspetta coi manicotti!! Non è personal best ma in quest'anno qualcuno mi ha insegnato che ci son 1000 modi per fare il personale, chiudo 2.47.32 ma mi son riconciliato con la maratona e l'aria del post gara è bellissima. Una signora al ristoro servendomi the caldo mi porge quello appena fatto, mi dice che è più caldo e che le sembro suo nipote!
Altra bellissima notizia: ho vinto un prosciuttto!!! La vera sfida ora è riuscire a portarlo a casa in Sardegna come bagaglio a mano..ma se volete sapere come ho fatto dovete davvero divulgare questo trafiletto!! Son molto contento di aver corso qui e ormai a furia di gare e, tortellini e piadine voglio la cittadinanza onoraria!

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