Maratone d'autunno: perche' scegliere (o no) Valencia




Si no te animas a correr, Corre a animar en el Maratón“ (“se correre non ti da la carica, corri a dare la carica alla maratona”) si legge ovunque a Valencia nei nei giorni che precedono la maratona. E se vi e’ capitato di correrla, vi sarete anche accorti che sono pochi a ignorare l'invito. Perché a Valencia la maratona non e’ affare solo di chi corre: e’ un un evento cittadino, una festa a cielo aperto che incomincia giorni prima e si esaurisce solo quando l’ultimo dei podisti se n’e’ andato. E’ la testimonianza - per chi delle gare su strada vede sempre e solo i disagi - che anche la corsa passiva e’ in grado di smuovere endorfine.
Forse e’ proprio grazie a quest’atmosfera così seducente che la Maratona di Valencia e’ una delle maratone invernali che sta crescendo con più slancio: nell’ultima edizione si sono superati i 19000 iscritti e per l’edizione del prossimo 19 novembre se ne prevedono più di 20000, a cui si aggiungono i partecipanti della 10k che con la gara principale condivide partenza e arrivo. Ma a premiare Valencia non ci sono solo i numeri: nel 2016 infatti la IAAF ha conferito alla Maratona Divina Pastora di Valencia - questo il suo nome ufficilae - il titolo di Road Race Gold Label (o Maratona Oro) ovvero il riconoscimento assegnato alle gare più qualificate al mondo per qualità tecnica della manifestazione e per tipologia di servizi che vi ruotano intorno.
Ad organizzarla e’ da sempre la Sociedad Deportiva Correcamino, uno dei club sportivi più importanti del capoluogo valenciano, fin dalla prima edizione del 29 marzo del 1981, data in cui per “coincidenza” si e’ tenuta anche la prima edizione della maratona di Londra e unica in cui la maratona di Valencia e’ rimasta nel calendario primaverile prima di diventare un appuntamento novembrino. Il che significa che questo e’ il momento giusto per incominciare a pensarci.
Ma quali sono i punti di forza e quelli deboli da tenere in considerazione se si sceglie di correre a Valencia?
La caratteristica che regala più appeal alla manifestazione e’ il tracciato molto veloce. La maratona non e’ solo piatta del tratto finale, ma poco prima di raggiungere la Città delle Arti e delle Scienze c’e’ una discesa ripidissima di circa 200 metri dove far girare le gambe senza sforzo e guadagnare qualche secondo. I cambi di direzione sono molto ridotti, non ci sono curve strette e la superficie e’ fondo stradale, perfetto per una corsa brillante, basti pensare che sia nel 2015 che nel 2016 ben sei Top Runners hanno chiuso la gara in meno di 2h e 10’. E’ il posto ideale in cui ambire al proprio personal best, insomma.
Il percorso gode inoltre di piacevoli scenari: partenza, arrivo e expo avvengono nella citta’ delle Arti e delle Scienze, da qui ci si dirige verso la spiaggia di Valencia passando attraverso le strade del circuito automobilistico e quelle famose dall’America’s Cup e subito dopo si rientra verso il centro. Dopo il km 23 c’e’ la sola mini salita del percorso: il Puente Assut de L'Or. A quel punto si e’ ancora freschi, il cambio di passo non e' un problema e se tutto va bene appare quasi rigenerante. In successione si ammirano poi la Torres de Serranos, seguita dalla verdissima area del Bioparco, Placa de Ayuntamientom. L’ultimo tratto, dopo la lunga discesa, in prossimità del quarantunesimo chilometro, aprirà infine lo sguardo su Palau de les Arts Reina Sofia: qui il tifo diventa fragoroso e l’emozione sale alle stelle, con un ultimo tratto finale su una passerella larga una decina di metri e lunga centocinquanta che regala la sensazione di correre sull’acqua.
Altro punto a favore della maratona valenciana e’ l’impareggiabile tifo che si snoda lungo tutto il percorso. Quando le gambe non ce la faranno più, il fiato si accorcerà e i pensieri diventeranno torbidi per la fatica a Valencia, in qualunque punto vi troverete, verrete raggiunti dal grido “animos, animos campiones” e l’effetto dopante sarà assicurato. Questo fa di Valencia una maratona ideale anche per chi la percorre senza pensieri al tempo, perché atmosfera e percorso sono godibili ad ogni metro.
La concomitanza con una gara da 10k e’ altresì un plus: e’ il modo per coinvolgere nell’impresa amici non maratoneti e trasformare la trasferta in qualcosa di veramente giocoso. Il cibo inoltre non e’ solo degno di nota e qualcosa che vale la pena condividere: i ristoranti della citta' sono quasi tutti pronti ad accogliere i podisti con menu ad hoc per arrivare pronti alla gara senza doversi organizzare troppo da casa. 
Per quanto riguarda i punti deboli della Maratona di Valencia sono forse troppo legato affettivamente a questa gara, che e’ stata la mia prima maratona e mi ha regalato grandi soddisfazioni, per vederne piu' di un paio. Ma i plus e minus per un runner non si misurano in numeri, ma in base al peso che hanno in relazione a caratteristiche soggettive e alla tipologia di corsa. Ad esempio, la capacita di gestire la temperatura, che a meta' novembre a Valencia oscilla tra i 15 e i 17 gradi ma può regalare picchi oltre i 20. Questo, per me che corro gran parte dell’anno al caldo, e' un range molto buono, ma può non esserlo per chi ad esempio passera' l’ultimo mese prima della gara abituando il suo corpo a temperature inferiori di 5-7 gradi rispetto alla destinazione o di chi mal tollera temperature tiepide su distanze lunghe. 

Le griglie di partenza inoltre sono solo quattro, con start a intervalli di 6 minuti, in cui la prima include tutti i runners con tempo accreditato fino alle 3h30': dettaglio che puo' apparire un limite, soprattutto per gli atleti piu' veloci. Valencia inoltre potrebbe non essere l’ideale per quei runners che necessitano di concentrazione o amano una corsa piu' raccolta e silenziosa. Dire che Valencia metterebbe infatti a dura prova la celeberrima “solitudine del maratoneta” appare quasi eufemistico. 
Ma che non possa diventare una sfida nella sfida anche quella?

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